Efficienza Energetica: Risparmiare, Ridurre, Reinvestire
Efficienza Energetica: Risparmiare, Ridurre, Reinvestire

Per perseguire l’efficienza energetica, l’Unione Europea ha intrapreso una serie di politiche; tra queste l’adozione dei certificati bianchi, che ha portato risultati particolarmente positivi in Italia, oggi tra i Paesi con le migliori prestazioni energetiche. È dunque importante salvaguardare azioni di questo tipo, che consentono di risparmiare energia a costi ridotti. Basilari per il corretto funzionamento e l’incremento del risparmio energetico sono la chiarezza e la semplicità delle procedure e l’utilizzo di strumenti adeguati per eseguire il monitoraggio e la verifica dei consumi.

Risparmio energetico: perché è importante?

Il termine “risparmio energetico” fa riferimento a vari interventi volti a ridurre i consumi dell’energia necessaria allo svolgimento delle attività quotidiane e alla produzione industriale.

Si può risparmiare energia attraverso la modifica dei processi, in modo da evitare gli sprechi, ma anche attraverso la trasformazione dell’energia da una forma ad un’altra più efficiente (si parla di efficientamento energetico).
Puntare al risparmio e all’efficienza energetica è di primaria importanza per:
abbassare il costo dell’ energia elettrica in bolletta;
ridurre l’impatto negativo dei combustibili fossili (che producono grandi quantità di gas a effetto serra) sul clima e sull’ambiente;
– aumentare la sicurezza energetica nazionale. Ciascun Paese necessita di continuità nei rifornimenti energetici a prezzi sostenibili. Una delle principali criticità dell’Unione Europea è la dipendenza energetica, cioè l’elevato ricorso all’approvvigionamento energetico fuori confine (soprattutto di gas naturale e petrolio).
La dipendenza energetica impatta anche sulla competitività di un Paese: ad esempio, la forte dipendenza da importazioni extra-UE rende l’Italia vulnerabile al rischio di possibili shock di prezzo dei combustibili, che si ripercuotono sui prezzi dell’elettricità. Negli ultimi anni l’incentivazione del ricorso alla produzione di energia da fonti rinnovabili e una discreta diversificazione dei Paesi fornitori hanno mitigato queste problematiche.
Nei prossimi decenni a livello globale si dovrà affrontare la sfida di una transizione verso un nuovo modello energetico incentrato sull’efficienza e verso un nuovo paradigma industriale e tecnologico, dei consumi e degli stili di vita.

La strategia europea per l’efficienza energetica

Nella strategia europea le politiche a favore dell’efficienza energetica rivestono un ruolo di primo piano. Tra queste vi sono i cosiddetti strumenti di mercato, il cui numero da quindici anni fa ad oggi è quadruplicato: sono state adottate 52 politiche di questo tipo in dodici paesi europei (Iea, 2017).

Questi strumenti di mercato sono stati ideati ispirandosi a quelli ambientali come l’European Emission Trading Scheme (Ets), il primo e il più esteso sistema per lo scambio di quote emissione di CO2 dell’UE. Alla base vi è l’idea di far pagare alle imprese il pieno costo sociale dell’energia, senza alcun vincolo sul metodo: ciò per stimolare gli investimenti e assicurare costi ridotti per la società.
Il sistema ETS UE si è rivelato efficace: le emissioni degli impianti che hanno adottato questo metodo stanno diminuendo come auspicato. Si è calcolato un risparmio medio di 1.3 euro/Kwh, sotto il prezzo di mercato (Iea 2017) e secondo le previsioni, nel 2030 le emissioni dei settori disciplinati dal sistema saranno inferiori del 43%.

Italia: tra i Paesi migliori per prestazione energetica

L’Italia è tra i Paese più efficienti d’Europa: il grafico sotto riportato mostra che, dal 2000 al 2015, ha avuto un guadagno di efficienza di circa 15 punti percentuali. L’Industria, in particolare, è il settore che ha registrato i risultati migliori, superiori anche rispetto all’Europa.

Fonte: Odysee-Mure Database.

Ad incidere su tali performance è stata certamente l’adozione di strumenti d’incentivazione particolarmente efficaci, in primis i certificati bianchi, istituiti in Italia nel 2006. Vediamo di cosa si tratta…

Incentivi: certificati bianchi, strumenti efficaci da salvaguardare

I certificati bianchi o titoli di efficienza energetica (TEE) sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi di incremento dell’efficienza energetica. I distributori di gas ed elettricità devono raggiungere obiettivi annuali crescenti di efficienza energetica usufruendo della possibilità di scambio di certificati.
Un certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP). Ad oggi questo meccanismo ha generato circa 27 milioni di Tep di risparmio energetico (Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, 2019).

Nonostante abbia dimostrato la sua efficacia, la politica dei certificati bianchi è minacciata da nuove norme stringenti che hanno creato uno sbilanciamento nel mercato: dal 2017 si è verificato un aumento dei prezzi dei certificati e un crollo delle quantità scambiate. Per non perdere l’efficacia del sistema dei certificati bianchi, che permette di risparmiare energia a costi ridotti, è importante dunque valutare con attenzione le riforme da attuare.

Oltre ai certificati bianchi sono disponibili diversi strumenti di incentivazione dell’efficienza energetica: tra questi le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica negli edifici. Gli immobili devono rispettare infatti dei requisiti minimi di rendimento energetico; possono ottenere importanti possibilità di risparmio energetico, ad esempio, dall’utilizzo di pompe di calore: esse assicurano il riscaldamento, il raffreddamento, il ricircolo dell’aria, la produzione di acqua calda sanitaria, sfruttando l’energia solare e permettendo una riduzione dei consumi medi annuali di energia primaria anche del 50% ed una diminuzione del 45% delle emissioni indirette di CO2. Le caratteristiche di efficienza energetica degli edifici sono riportate negli attestati di prestazione energetica (APE) rilasciati dai certificatori energetici. Questi certificati sono strumenti fondamentali per valutare,anche a fini commerciali, la qualità di un immobile.
Tra gli strumenti di incentivazione dell’efficienza energetica ricordiamo anche il conto termico e il sistema delle aste, un’alternativa usata in alcuni paesi, di recente in Svizzera e Germania.

Il monitoraggio e la verifica dei consumi energetici

Individuare le mancanze dal punto di vista dell’efficienza ed individuare quali sono gli interventi migliorativi da apportare è il primo passo per raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico: tale valutazione può essere fatta nelle diagnosi energetiche, condotte dagli energy manager. Le imprese energivore devono effettuare diagnosi energetiche per migliorare i loro consumi adottando sistemi di gestione ISO 50001.

Nelle diagnosi energetiche trovano impiego strumenti che consentono di valutare, in tempo reale o a cadenze definite, i consumi di energia: si stanno diffondendo sempre di più sistemi innovativi per digitalizzare i servizi della pubblica amministrazione e soluzioni di smart metering. Si tratta di sistemi che consentono la telelettura e telegestione dei contatori di energia elettrica, di gas e acqua.
ISOIL Industria fornisce un’ampia gamma di contatori, convertitori, sensori, sonde di temperature e altre soluzioni per la misura dell’energia termica ed elettrica e sistemi integrati o remoti per la contabilizzazione, ottimizzazione ed il risparmio energetico.

Per qualsiasi informazione in merito non esitate a contattarci.

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