TEE

Il Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC) adottato dall’Italia è uno dei migliori tra quelli presentati in Europa. Per quanto riguarda il settore industriale, da oltre un decennio il nostro Paese ha incentrato la propria politica di incentivazione dell’efficienza energetica su un innovativo sistema di permessi negoziabili (denominati Certificati Bianchi o TEE, Titoli di Efficienza Energetica). Questo sistema ruota attorno a un meccanismo centrato su obblighi in capo ai distributori di energia, ai quali sono assegnati obiettivi annuali di efficienza energetica in proporzione alla quantità di risorsa distribuita.

Il meccanismo si è distinto come migliore dal punto di vista costo/efficacia: funzionando con efficienza dal 2004 al 2014, ha generato a oggi un risparmio di energia primaria di 23,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, con un prezzo sostanzialmente stabile intorno ai 100 Euro/TEE. Evidente il beneficio economico: il costo in bolletta è  stato, nel 2016, di 1,4 miliardi di Euro, contro i 16 miliardi dedicati all’incentivazione delle fonti rinnovabili.

Risulta meritevole la volontà di confermare l’impostazione e gli strumenti che hanno reso l’Italia protagonista in Europa, tuttavia il PNIEC ipotizza di potenziare misure che si sono rivelate sino a oggi poco efficaci (conto termico), oppure che hanno determinato costi alti a carico del Paese (defiscalizzazioni), a scapito dei Certificati Bianchi, che hanno invece evidenziato un miglior ritorno e una marcata efficacia nel settore industriale. Sarebbe opportuna una rimodulazione della policy complessiva, ridistribuendo le risorse disponibili in base al rapporto costi/benefici dei diversi strumenti e alla certezza nella consuntivazione dei risparmi ottenuti. Questa scelta, accompagnata dalle poche correzioni necessarie a rilanciare il funzionamento del modello economico di permessi negoziabili – liquidità nell’offerta e certezza nei riconoscimenti – offrirebbe al Paese e al settore industriale rinnovate condizioni per vedere riconfermata la leadership dell’ultimo decennio e il miglioramento della competitività delle produzioni nazionali, in una prospettiva di maggiore sostenibilità ambientale.

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