Il consumo globale di acqua è cresciuto del 600% nel giro di un secolo. A lanciare l’allarme è il Cnr-Irsa in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. In Italia disponiamo di 7.494 corpi idrici fluviali, 347 lacustri, 534 grandi invasi dei quali 89 non hanno mai funzionato e oltre 8.000 piccoli invasi, insufficienti per gli attuali modelli di consumo. Il nostro pianeta ha raggiunto il primo miliardo di popolazione nel 1804, il secondo nel 1927 e da allora aumentiamo di un miliardo ogni 12-13 anni: da qui l’aumento esponenziale che ci sta facendo divorare le risorse idriche. l clima non aiuta: l’estate 2017 è stata la quarta più asciutta degli ultimi due secoli. Secondo l’Istat “a causa della crisi idrica nei quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Arno e Tevere) le portate medie annue hanno registrato una riduzione media complessiva del 39,6%” rispetto alla media del trentennio 1981-2010; il maggior deficit di precipitazioni “nella seconda metà dell’anno con uno stato sempre ‘estremamente secco’”. Nell’anno più secco, il 2017 appunto, una famiglia su 10 (il 10,1%) in Italia ha lamentato irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nella propria abitazione. L’Italia è un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ricorda la Coldiretti, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattengono solo l’11%. Uno spreco non da poco se pensiamo che l’acqua un giorno potrebbe non bastare più per soddisfare il fabbisogno globale. Da non sottovalutare la questione dello spreco: nonostante la percezione dell’importanza che rappresenta l’acqua come risorsa globale, lo spreco ancora non viene combattuto con pratiche virtuose che potrebbero fare la differenza. Gli italiani non si curano dei rubinetti che gocciolano (52%), lasciano scorrere l’acqua quando lavano alimenti e stoviglie (47%), usano gli elettrodomestici in modo scriteriato (32%). Un italiano su 2 (49%) dimostra “noncuranza riguardo lo spreco idrico”.

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